Metodi da Serial Killer in RSI?

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Serial killer. Così sono chiamati gli esperti di risorse umane ingaggiati dalle grandi industrie per portare a termine piani di licenziamento su larga scala. Fanno il lavoro sporco e poi scompaiono, intervengono al posto dei dirigenti per non compromettere del tutto il rapporto con gli impiegati che restano e per tutelare la produzione. Questo può succedere nelle aziende che operano su dimensione industriale negli Stati Uniti. Non in piccole realtà come quella di Comano. Che un’azienda pubblica quale la RSI, produttrice di contenuti informativi e culturali (non di pezzi di ricambio) assuma un approccio così spietato, con metodi dilettanteschi, lascia senza parole. Licenziare brutalmente 16 persone, cancellare in un quarto d’ora rapporti professionali decennali, non è una svista. Ignorare l’impatto che questi interventi sommari avranno sulla qualità del lavoro non è una svista. E non lo è neppure permettere che i superstiti vivano nel terrore che lo stesso trattamento sia riservato anche a loro, in un giorno qualsiasi, senza nessun preavviso. Tutto ciò non appare come un’azione maldestra, ma come un programma di decostruzione. Non possiamo credere che dirigenti intelligenti e colti (almeno così si spera) organizzino azioni di questo tipo senza aver ponderato tutte le conseguenze. Vien da chiedersi qual sia il vero disegno.

Leggendo la storia di tutti i regimi totalitari, ci chiediamo sempre com’è stato possibile che la situazione sia deragliata e nessuno sia intervenuto per tempo. Il peggio diventa norma e poi è troppo tardi. Fatte le dovute proporzioni, non dobbiamo accettare che il peggio diventi norma. La RSI, sin dalla sua nascita, è stata la più importante struttura culturale del Cantone, ci ha accompagnati nella nostra crescita da regione rurale a regione del terziario. Ancora oggi è uno dei pilastri della nostra svizzerità. Cosa direbbero i pionieri della radio televisione svizzera se vedessero quanto sta accadendo? Loro che conoscevano anche i nomi dei figli dei propri colleghi e che erano orgogliosi di svolgere un ruolo così importante per la comunità.
Sul futuro non ci sono certezze. Il fatto che all’interno della RSI il piano di risanamento sia chiamato “progetto 16 plus” la dice lunga e non ci fa ben sperare. Contiamo sulla vigilanza dei cittadini e dei politici e sull’umanità di quei dirigenti che sono chiamati a licenziare i loro colleghi e che, prima o poi, si dovranno chiedere se non è giunto il loro turno. Perché è questo che succede nei regimi.

Nicola Schoenenberger. Lista 9, candidato 25 in CC. Lista 4, candidato 2 per il Municipio a Lugano. L’opinione, Corriere del Ticino, 19 febbraio 2016.