Danilo Baratti

Lista no. 9, candidato no. 1
Indipendente, Orizzonte verde

1_Danilo Baratti

Magari qualcuno, tra i non molti che mi conoscono, si sarà chiesto: ma come? Danilo in lista per i Verdi, dopo che ha lasciato pubblicamente il partito due anni fa?
La faccenda è abbastanza semplice. Se fino a qualche mese fa i Verdi avevano preso una terribile sbandata assecondando la politica populista di Sergio Savoia, ora le cose stanno cambiando. Certamente sono cambiate a Lugano, dove è nata una nuova sezione intenzionata a rilanciare il discorso verde in una realtà notoriamente refrattaria alla messa in discussione del nostro insostenibile modello di sviluppo. Ma anche a livello regionale e cantonale mi pare che i Verdi stiano pian piano ritrovando se stessi.
In ogni caso mi presento come indipendente, in rappresentanza di «Orizzonte verde», il gruppo di riflessione e azione politica in cui si riuniscono da qualche tempo varie persone che, dentro o fuori il partito, si erano trovate accomunate dal chiaro rifiuto delle scelte politiche (stile comunicativo compreso) dell’ex coordinatore e di chi le aveva assecondate. Questo gruppo continua a trovarsi per discutere e proporre spunti di riflessione (sito in costruzione: www.orizzonteverde.ch).
Tra le cartoline “elettorali” dei verdi di Lugano – che riprendono e reinterpretano alcune scritte trovate in città – ce n’è una con un cassonetto definito “urna elettorale”. L’autore della scritta, forse di tendenza anarchica, ha buone ragioni per dubitare del senso del voto, e più in generale di una democrazia formale sempre più screditata.

urna elettorale

Eppure, senza dare all’espressione del voto più importanza di quanto non abbia, continuo a pensare che anche a questo livello istituzionale dobbiamo e possiamo fare qualcosa per preparare una svolta, o almeno per contrastare il peggio che avanza (anche se il lavoro più importante resta quello fatto nella società, fuori dall’aula parlamentare, dalle associazioni della società civile). Mi rendo ben conto che se riusciremo a fare qualcosa in Consiglio comunale sarà comunque poco: il sistema economico-sociale che governa le nostre vite a livello planetario andrà avanti, con i suoi molteplici effetti devastanti. Ma poco nella giusta direzione è meglio di niente.
Farci sentire non sarà facile. La nostra voce dovrà essere persuasiva e incalzante come quella della capinera.